June 13th, 2011
Fra traumi infantili, amiche stronze e madri ipercritiche, finiamo spesso per considerarci meno attraenti di quanto non siamo in realtà. Conosciamo tutti almeno una ragazza bella come un pomeriggio di sole al parco, che però si considera – inspiegabilmente – bruttina. Lui la guarda, la riguarda, pensa “Ma questa non ce l’ha, uno specchio?” e poi glielo dice.
Lei non capisce.
Non capisce non perché sia scema, ma perché quelle parole, per lei, non hanno senso. Chi può avere tutti i ragazzi che vuole li ha, appunto. Lei, invece, niente. Che significa? Che senso ha? Cosa stai cercando di dirmi? Vuoi dirmi che sono sfigata, vero? È un tenero e paternalistico incoraggiamento, vero? Non piaccio a nessuno, vero?
Insicurezza. Non si può vincere. Al meglio, si può evitare di partecipare.