Kate Moss versus Charlene Wittstock
“E mentre Charlene procede verso il suo patibolo a forma d’altare, nella chiesetta di un minuscolo villaggio affondato nelle colline inglesi arriva una Rolls Royce e scende un’altra sposa.
Ride, Kate Moss, prima della cerimonia. E ride durante, ride dopo.
Evidentemente felice, per quanto a una come lei sarà sempre permesso di esserlo.
Guardiamole da fidanzate, queste due spose, guardiamole ancora prima di tutto quello che oggi le porta lì dove sono. Marmorea, ubbidiente e impeccabile una. Di vetro, maleducata, spudoratamente insana l’altra.
Va da sè: bisognerebbe pensare a un video con un montaggio alternato fra i due matrimoni, per distribuirlo nelle scuole alle adolescenti.
E dimostrare che proprio le più tormentate, le più odiose a loro stesse, quelle che non mangiano per niente, che mangiano troppo, che amano male, che sbagliano tutto, che non sapendo dire no a niente vivono di perenne forse, una volta all’altare (dei trent’anni e del proprio matrimonio) potranno dire davvero sì.
Quelle abituate a dire perenni sì, all’altare penseranno forse.”
- di Chiara Gamberale, su Vanity Fair
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